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sexta-feira, 20 de novembro de 2015

Obblio






I.

forse un giorno appena nato
porti via l’ombra dei pensieri malati
e chiudi gli occhi stanchi
di regnare soppra tante notti

non ne posso piú
basta di desideri ed illusioni
sogni deboli

andate via fantasmi
vi concedo la libertà  del mio annientamento
e si nell’alba cercate i miei passi
non ne avrò lasciate impronte

perduto nel polvere di questo deserto
sarò un grano di sabbia

soltanto un faro lontanissimo
mi farà la guida




II.

al fine della lunga notte
la luce é apparita
ma scappa spesso
gli occhi in buio
titubiante cammino

nella notte spessa
i cani abbaiano lontano
mentre i grilli picchiano
l’aria calda

in mezzo agli uomini
sono un  nomade
assetato in cerca di una parola
nella gola stretta



 III.
  
la mamma dorme accanto
il fischio del suo sonno
arriva dove sono io

mi ricordo di me stesso
è  estate e le finestre sono aperte

sono un uomo sparso
nel mio tempo
e vivo in cerca dei miei pezzi
lasciati lungo il cammino

di nuovo mi trovo dimenticato
nei miei riflessi





 IV.

 non so dove vanno i cani
a cercare il loro inferno
qui vicino io mi ritrovo
scopro la mia angoscia

magari questo orrore finirá

un giorno di sole
cui faro lucente
vedró
lontano
mi farà andare avanti

intanto soffro ancora
dio
soffro per il mio amore
poveri cani povero io
sono sbagliato nel buio dei miei sensi
pazzo
leggo fumo scrivo
mentre guardo un sentiero invisibile





(San Paolo, nov/1989)






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